17/01/2009
categoria: recensioni

Titolo Originale: おおきく振りかぶって (??)
Numero di episodi: 25 + 1 episodio speciale nell'edizione in DVD x 24 minuti
Genere: Slice of Life, Sportivo
Anno di Produzione: 2007
Casa produttrice: Aniplex
Concept originale: Asa Higuchi (manga)

VOTO: 8½/10

Ren era il lanciatore ufficiale della squadra di baseball della sua scuola media non perchè particolarmente dotato, ma perchè nipote del preside. Maltrattato e ignorato dai suoi compagni di squadra per il trattamento di favore, il ragazzo si chiude in se stesso e con l'inizio delle scuole superiori decide di non giocare più a baseball nonostante lo adorasse, a dispetto delle sue scarse capacità.
Il liceo Nishiura di Saitama, d'altro canto, vuole fondare una squadra di baseball, ma lo sport è poco popolare e mancano i membri necessari; Maria, ex-giocatrice di softball e allenatore wannabe, nota il timido Ren spiare gli allenamenti e decide che sarà lui il nuovo lanciatore, carica mancante nell'attuale squadra, per la gioia degli altri.
Dopo lo sconcerto e la diffidenza iniziale, Ren decide di far parte della nuova squadra, coinvolto dall'affetto e la pazienza dei suoi nuovi compagni di squadra, e severamente seguito nei suoi progressi dallo scontroso ricevitore Takaya.

Questa serie è ADORABILE e una delle mie personali preferite.
L'approccio emotivo, quasi sentimentale, con cui l'autrice riesce a focalizzarsi sulle vicende dei personaggi e la loro caratterizzazione è quasi commovente per quanto accurata e gradevolmente realistica.
Il protagonista, al contrario delle classiche serie sportive, è un ragazzo timido e insicuro, che non fa altro che balbettare, piagnucolare e mostrarci buffe quanto involontarie espressioni nei momenti meno indicati; avere un personaggio così debole come protagonista risulta un pò snervante, ma proprio alla luce di ciò i suoi progressi e miglioramenti, nel piano tecnico come emotivo, non fanno a meno di farci sorridere.
La storia, come le più classiche, ci mostra il Nishiura prepararsi al classico torneo regionale giovanile e le partite che i ragazzi affronteranno; non vi svelo il finale, ma sappiate che mi è uscita una lacrimuccia XD
La narrazione, in linea con la caratterizzazione, è molto pacata e dettagliata, i virtuosismi tecnici che si sprecano lasciando i meno esperti non poco interdetti in più parti (personalmente non capirò mai il gioco del baseball, è ufficiale), ma fornisce anche interessanti e inedite spiegazioni di stampo fisiologico e pedagogico sulle forme dell'allenamento stesso (la parte sulla "gita fuori porta" e la stimolazione di certi ormoni), rendendo il tutto più comprensibile ed intrigante... Insomma, io ve lo consiglio vivamente, soprattutto se avete un debole per i subtext shonen-ai ;D è una ventata d'aria fresca nel genere e una serie godibilissima a prescindere dai propri interessi sportivi.
postato da: Daeva alle ore 15:36 | Permalink | commenti
02/12/2007
categoria: recensioni

Titolo Originale: 闘牌伝説アカギ (Akagi, la Leggenda del Mahjong)
Numero di episodi: 26 x 24 minuti
Genere: Drammatico, Sportivo, Psicologico
Anno di Produzione: 2005
Casa produttrice: Madhouse Studios
Concept originale: Nobuyuki Fukumoto (manga)

VOTO: 9+/10

Sì, un anime sul Mahjong.
Non nella versione "solitario" che spopola sui personal computer, ma nell'originale gioco di tessere, assimilabile in qualche modo a un mix del nostro Poker e Briscola.
Ovviamente presumo di saperne quanto voi su questo passatempo giocato in bische fumose, ma ciò non mi ha impedito di godere di 26 episodi costruiti sulla suspence e la strategia e, ammettiamolo, un character concept strepitoso.
Akagi divide la sua narrazione in "archi", ognuno rappresentato da una partita esemplare dell'inquietante Akagi, un ragazzo che sembra aver fatto del mettere in gioco la propria vita una ragione esistenziale.
Nel primo arco della storia assistiamo alla "nascita" della Leggenda del Mahjong; il tredicenne Akagi entra in un bar dopo una notte piuttosto movimentata, incappando in un gruppo di yakuza che stanno stracciando un loro debitore, Nangou, in una tesissima partita a mahjong. Dopo un paio di turni Akagi, pur non avendo esperienza nel gioco, ma forte di sicurezza e capacità strategiche fuori dal comune, si offre di riscattare il debito dell'uomo con un'altra partita.
Durante l'incontro, con l'assimilazione del gioco, regole e combinazioni particolari Akagi si trasforma in un giocatore le cui apacità sfiorano il divino (o il diabolico?): non solo vince le partite, ma distrugge picologicamente anche i propri opponenti!
Nel secondo arco narrativo Akagi dovrà fronteggiare sè stesso! Yasuoka, infatti (uno dei coprimari del primo arco, un poliziotto corrotto che riconosce immediatamente il genio di Akagi), si stà arricchendo spacciando per Akagi un (ottimo) giocatore che Akagi non è-- Inizialmene indifferente all'intera faccenda, il nostro nasuto protagonista si vedrà costretto a rammazzare anche costui e il clan Kawada a suon di Ron∼ L'ultimo arco, sicuramente il più drammatico e WTF?!, vede il nostro Akagi prendere parte alla partita della sua vita, una partita in cui il folle e carismatico Washizu metterà in palio la vita del nostro protagonista riscuotendo pagamenti in-- sangue.
Insomma, come avrete capito in Akagi il mahjong è un colorito pretesto per indagare la psiche di un sociopatico: l'amore di Fukumoto per i personaggi socialmente bistrattati non ha eguali, così come è difficilmente comparabile nell'ideazione di caratteri ugualmente intensi, interessanti e avvincenti; nella fumosa e losca atmosfera di questa serie, Akagi appare quasi innocente e razionale seppur nella sua misurata follia: istinto, intelletto e intuito sono ciò che rendono questo personaggio estremamente affascinante anche a chi non ne può più di personaggi ombrosi e maledetti.
Il poliziotto corrotto, il ragazzo timido e insicuro, il potente reso cieco dalla fama e il denaro, sono tutti personaggi ricorrenti nel genere yakuza, ma a contatto con un protagonista così lucido eppure imprevedibile nella sua sottile crudeltà psicologica, messi davanti l'assurdità, rivelano i lati celati dalla loro incrollabile testardaggine: Akagi distrugge questi personaggi nell'intimo perchè ne distrugge in primo luogo la facciata.
Raramente mi è capitato di vedere anime che gestissero così bene la tensione narrativa, lasciando lo spettatore in continua necessità del prossimo episodio; nonostante l'osticità del tema (in fondo i personaggi giocano a Mahjong, le loro reazioni sono tutte legate all'esito degli incontri o di particolari mosse) la visione rimane gradevole e intrigante: molto spesso mi sono quasi auto-convinta di aver capito cosa stesse succedendo sul tavolo a gioco, pur non avendo neanche idea di cosa rappresentino i semi delle tessere--!
Una nota particolare va dedicata all'aspro e tagliente (per niente trendy o kawaii) character design, ripreso dal manga e adattato sullo schermo in maniera efficacie e espressiva... Certo, nessuno vi impedisce di storcere la bocca davanti ai profili disumani dell'autore e i nasi appuntiti e sgraziati, ma non fate l'errore di giudicare una serie dal semplice appeal grafico! In fondo quello che conta alla fine è la storia.. E con Akagi di certo non avrete l'impressione di aver cambiato per sempre il vostro modo di vedere le cose, ma qualche emozione in più potrete di certo vantare di averla provata rispetto al brulicante gregge del convenzionale.

In caso vogliate approfondire tematiche, personaggi e altro su Akagi, permettetemi di consigliarvi la visione di True Pariah, un sito informativo dedicato alla serie sul nostro giocatore d'azzardo preferito ♥
postato da: Daeva alle ore 15:36 | Permalink | commenti (2)
27/11/2007
categoria: recensioni

Titolo Originale: 天元突破グレンラガン (Sfonda-Cieli Gurren Lagann)
Numero di episodi: 27 x 25 minuti
Genere: Mecha, Azione
Anno di Produzione: 2007
Casa produttrice: GAINAX
Concept originale: GAINAX

VOTO: 10/10

Era da Evangelion che la Gainax, a mio parere, non ne azzeccava una. Certo, ci ha proposto interessanti sperimentazioni come Le Situazioni di Lui & Lei o FLCL ma queste serie mancavano tutte di un certa solidità che gli permettesse di far veramente breccia nel cuore degli appassionati.
Mi rendo conto che alla fine ogni parere è oggettivo, e molto dipende dai gusti delle persone: chi è appassionato di commedie romantiche avrà Le Situazioni di Lui & Lei come proprio punto di riferimento e chi ama le stronzate prediligerà FLCL... Ma dal punto di vista di una appassionata di robottoni e shonen più attenta al lato otakuistico delle cose, in questi anni poche serie sono state in grado di appassionarmi e coinvolgermi come questo plateale 'Sì alla Vita' che è Gurren-Lagann.
Ma procediamo con ordine con una piccola infarinatura sulla trama: gli esseri umani sono costretti a vivere nelle viscere della terra perchè la superficie è popolata da una nuova specie dominante, gli uomini bestia, che ne impedisce lo sviluppo.
Simon è un giovane ragazzo con la passione per gli scavi, relegato, per necessità, come tutti gli altri, a una vita sotterranea. La vita di Simon non è quel che si può definire la più eccitante delle esistenze, ma il ragazzo è felice di poter scavare, diventando quello l'unico momento in cui può sentirsi veramente utile per il suo villaggio. L'intraprendente Kamina, che si autoelegge a "fratello maggiore" dell'introverso ragazzino, non è dello stesso parere: è sua convinzione che gli uomini non siano fatti per vivere sottoterra e invoca a gran voce l'esistenza di una superficie dove "non esistono tetti" in cui Simon è destinato a fare grandi cose così come ogni individuo.
Durante uno degli scontri col capovillaggio in proposito e la scoperta di Simon di "una faccia" nella pietra, il villaggio viene involontariamente attaccato dagli uomini bestia, e i nostri eroi faranno la scoperta di una situazione di cui erano completamente all'oscuro.
Questa rivelazione farà sì che Kamina, Simon e altri personaggi che si aggiungeranno sempre più numerosi, si vedano contrastare non solo il popolo degli uomini bestia ma il destino stesso sotto un continuo plot-twist fatto di colpi di scena, rivelazioni e personaggi memorabili.
Come vedete la trama non è nulla di spettacolare, anzi: problemi sempre più grandi si risolveranno con mecha sempre più grandi dando alla serie quel non so che di esaltante e spettacolare che fa leva sugli istinti più bassi degli appassionati di animazione giapponese... Il paradosso, l'esagerazione, il superare i propri limiti, lo sbaragliare i nemici con la sola convinzione diventano punti fermi di questa serie il cui unico scopo è far riflettere tramite l'esaltazione, rendendoci tutti un pò più "manly": ecco quindi che la razionalità diventa una nemica se si trasforma in limite, ecco che la propria salvaguardia diventa nociva se si trasforma in oppressione.
Dopo Gundam ci eravamo convinti che realismo e politica fossero da vedere come un decisivo miglioramento del genere mecha, con Evangelion avevamo avuto l'impressione che una sana di dose di misticismo fosse la risposta-- Gurren Lagann ti ributta a forza nel mondo di Mazinger e Getter Robot ricordandoti un pò di sana ingenuità e fanciullezza puntando l'attenzione sul prezioso e bistrattato valore dell'ottimismo, un invito a non darsi per vinto davanti a niente.
Gag esilaranti, citazioni di vecchie glorie, colori e animazione vivaci, un linguaggio narrativo e visivo freschi, appassionati.
Una cazzuta ventata d'aria fresca.
postato da: Daeva alle ore 17:52 | Permalink | commenti (2)
01/11/2005
categoria: recensioni

Titolo Originale: ねこぢる劇場 (Il Teatro di Nekojiru)
Numero di episodi: 27 x 2 minuti
Genere: Commedia, splatter
Anno di Produzione: 1999
Casa produttrice: Kent House
Concept originale: Nekojiru

VOTO: 9/10

Nyako e Nyatta, i due fratelli protagonisti di questa delirante serie, vivono in un mondo dove gli animali cercano di portarsi allo stesso livello di civiltà degli esseri umani. E' per questo che nella serie vediamo interagire gatti e altri animali antropomorfi con gli esseri umani e altri animali rimasti allo stato brado. La convivenza non è poi così difficile, nonostante alcuni pregiudizi di base reciproci.
Nyatta e Nyako
bravi studentini delle elementari Nyatta picchia
un povero vecchio che ha osato redarguire lui e la sorella sul quieto vivere Il cane della
vicina fa i conti con l'insoddisfazione dei due fratelli Certe scene sono
di uno squallore disarmante ;_;
Ma certo, i due fratellini di cui sopra non sono di grande aiuto: caratterizzati da un innocente sadismo, un'efferata maleducazione, una totale assenza di morale e un'odio viscerale per i maiali, i nostri eroici puccini ne combinano di cotte e di crude nel vicinato, quando non si limitano ad assistere a insolite scenette di paese (che vengono rigirate a loro vantaggio, ovviamente).
A condire la loro vita, la gentile ma determinata mamma, il papà alcolizzato nullafacente (se non altro l'alcool lo regge bene) e il povero compagno di classe il maialino Butaro, bersaglio principale delle angherie dei due.
Un bambino
maleducato riceve la giusta punizione dal destino I gusti di Nyako
e Nyatta in fatto di cibo sono davvero difficili... Ma povero Butaro
X'D ! Beh... I gatti
sono carnivori...
Nekojiru Gekijou è una serie composta da piccoli episodi di due minuti circa, trasmessa a tarda notte su TV Asahi (quella, per dire, che ha trasmesso Doraemon, Sailor Moon e Kamer Raider); lo stile grafico con cui è rappresentata è volutamente infantile e naif, e se vogliamo molto inquietante, specialmente nel contrasto durante le scene più gratuitamente violente.
E' una comicità graffiante, una risata a denti stretti il suo marchio distintivo: giochi di parole, fraintendimenti e modi di dire sono una costante della serie, e forse la rappresentazione più palpabile della sua "giapponesità": la commedia manzai, ad esempio, è facilmente avvertibile, e una stretta citazione è rappresentata dall'episodio sulla prima parola di Nyatta.
Nyako e Nyatta
ripagano la scontrosità del vicino con la violenza efferata BAKA! BAKA!
BAAKAA!
In sostanza, io mi sento di consigliarvi questa serie dal più profondo del cuore, certo, ammesso che siate gente orribile il cui condimento preferito è humor nero pece.
Diciamolo chiaramente: se il sangue vi dà fastidio, se veder prendere a bastonate un animale vi fa piangere e risentire con la società tutta dovete evitare questa serie a spron battuto.
postato da: Daeva alle ore 22:41 | Permalink | commenti (5)
30/10/2005
categoria: recensioni

Titolo Originale: エルフェンリート (Elfen Lied)
Numero di episodi: 13 x 25 minuti
Genere: Drammatico, Sci-Fi, Horror, Romantico, Ecchi
Anno di Produzione: 2004
Casa produttrice: Arms
Concept originale: Lynn Okamoto (manga)

VOTO: 8½/10

Avevo già recensito con toni particolarmente entusiastici questa serie ibrida sul mio LJ e in linea di massima potete riferirvi a quell'articolo.
In questa sede mi limito ad offrirvi qualche screenshots e a tracciarvi un andamento della storia un pò più lineare.
Lucy, un diclonius, ovvero un essere umano dotato di poteri telecinetici e provvistio di un paio di corna distintive, fugge dal laboratorio di ricerca dove si svolgono cruenti esperimenti su queste creature, ma nella fuga viene colpita e questo le provoca un altalenante cambio di personalità, dove alla gelida Lucy si sostituisce l'imbranata Nyu, che si stabilizzerà come ospite fisso nella pensione gestita dal volenteroso Kouta, tormentato dalla misteriosa perdita della sorellina minore, e da Yuuka, sua cugina, che da anni ne è segretamente innamorata (di Kouta, non della sua sorellina).
Dopo Nyu altre fanciulle prenderanno fissa dimora a casa del giovane (con orrore di Yuuka), tra cui Mayu, giovane vagabonda fuggita dalle molestie del patrigno e Nana, inizialmente sicario di Lucy e poi accolta di buon grado dagli altri dopo l'abbandono strategico da parte dell'amato "papà" Kurama.
Lucy scappa dal laboratorio e dissemina il panico nell'edificio 'Nyu?!' Due poliziotti mettono la pulce nell'orecchio di Kouta riguardo la nuova
arrivata Io ho riso a crepapelle X'DD
La linea narrativa di questa serie è perciò giocata su questi tre temi fondamentali: i tentativi del laboratorio di mettere le mani su Lucy, le vicende sentimentali che vedono Kouta come l'oggetto del desiderio delle varie protagoniste e la necessità di conoscere gli antefatti che stanno alla base della serie.
La sceneggiatura è veramente ben gestita, e nonostante i vari stereotipi in gioco riesce a sfornare le emozioni giuste nelle scene chiave e a donare un senso di "soddisfazione" sul finale decisamente raro nelle produzioni recenti.
Elfen Lied è sostanzialmente un miscuglio inquietante ma interessante del genere fantascientifico più sanguinolento con le classiche (leggasi "abusate") commedie romantiche alla Love Hina.
Lucy vs Nana Bando scopre di essere stato salvato da 'una mocciosa' 'MAGLIO PERFORANTE!' Il carillion ha una gran funzione! Non solo quella di riprendere la sigla
dell'anime XD
Il debito pagato alle attuali produzioni di giochi erotici (specialmente quelle della Type-Moon... Mi viene in mente adesso un azzeccato paragone con Shingetsutan Tsukihime) è indubbiamente altissimo, infatti molto spesso la sensazione è che l'anime sia stato adattato da un videogioco simile, non solo a causa dei numerosi fanservices, ma per una similitudine strutturale che salta all'occhio.
Il prodotto finale è qualcosa di decisamente insolito, ma indubbiamente accattivante, complice un'ottima caratterizzazione, dei rapporti tra i personaggi ben delineati e, non mi stancherò mai di ripeterlo, un gran bel gioco narrativo.
Ciononostante, mi rendo conto che questa serie non è perfetta, e potrebbe non piacere a tutti: personalmente trovavo gli intermezzi di commedia piuttosto fastidiosi, soprattutto a causa dell'irritante protagonista maschile. D'altra parte, anche le scene "violente" della serie, di certo molto numerose e fin troppo sadiche o cruente, possono essere considerate insopportabili dai più. E infine, l'intera serie potrebbe essere considerata sgradevole visto l'insolito connubio drammatico/commedia e la noncuranza con cui la regia salta dall'uno all'altra...
Nyu durante la serie è particolarmente attratta dal pendolo. Talmente attratta
che a un certo punto decide di smontarlo XD 'Ciao, sono una bimbina puccina e vi ammazzerò tutti! BUAHAHAHAH!'
Un'altra piccola pecca si potrebbe trovare nell'abbondanza di flashbacks, specialmente negli ultimi episodi. L'impressione è che non si sappia come miscelare i vari indizi con abbastanza sapienza lungo l'intera serie, e così la regia è costretta a infilarli a forza tutti nel finale, per spiegare le varie cause scatenanti.
Tuttavia è un cavillo tecnico facilmente ignorabile dall'ottima fluidità della serie e dal piacere con cui si lascia seguire.
Io spero sinceramente che qualcuno si decida a proporla in Italia, magari anche seguita dalla pubblicazione del manga da cui è tratta la serie, a cui ho dato un'occhiata e che si presenta doppiamente interessante (anche perchè dura il doppio e ha un finale differente e a mio avviso migliore).
postato da: Daeva alle ore 23:23 | Permalink | commenti