Bene, inauguriamo la sezione "recensioni" di questo anilog con una delle mie serie preferite, che ho da qualche tempo avuto occasione di vedere (e a cui ho dedicato un intero sito, se vi interessa XD).
Titolo Originale: げんしけん (Genshiken)
Numero di episodi: 12 x 25 minuti
Genere: Commedia, Slice of Life
Anno di Produzione: 2004
Casa produttrice: Palm Studio
Concept originale: Kio Shimoku (manga)
VOTO: 9/10
Genshiken ci mostra la vita di un gruppo di studenti membri di un club universitario dedicato allo "studio della cultura visiva moderna", altisonante nome dietro il quale altro non si cela altro che il dare sfogo alle più inusitate attività che la cultura otaku possa offrire.
Facciamo perciò la conoscenza di Sasahara, una matricola che ha a che fare con l'imbarazzo dei suoi gusti da manga-fan allo stadio terminale e la conseguente timidezza e mancanza di iniziativa. Fortunatamente incapperà nel Genshiken, il fantomatico club odiato da tutti, e potrà fare la conoscenza dei "suoi simili" come il disponibile Kosaka, l'appassionato Madarame, il taciturno Kugayama, il tranquillo Tanaka, lo spettrale Presidente e suo malgrado, la fiera odiatrice di otaku, Kasukabe, che si ritrova invischiata nell'orrido club perchè il giorno stesso ha ben pensato di innamorarsi del biondissimo Kosaka.

Se lo scopo dei personaggi Genshiken è mostrare il mondo otaku con le sue gloriose ossessioni e fissazioni, quello di "spiegarlo" è dato proprio alla reticente Kasukabe, che nonostante la totale aberrazione, trovandosi a stretto contatto per molto tempo con simile gentaglia, inizia a capire involontariamente il loro modo di pensare, e se non arriva a giustificarli o comprenderli a pieno, se non altro riesce ad accettarli.
Possiamo dire perciò che l'anime segue due fili narrativi paralleli: la graduale otakuzzazione di Sasahara, che finalmente trova la piena gratificazione espressiva, e lo sguardo lucido ma affezionato di Kasukabe, che riesce ad accettare il lato oscuro del Giappone.

Il finale si interrompe il concomitanza con quarto volumetto del manga originale (l'intera serie sembra destinata a concludersi col decimo volume; in giappone si è arrivati al sesto volumetto, mentre in Italia, nella serializzazione si KM, si è più o meno alle vicende del quinto volume), quando il gruppo decide di debuttare come circolo di doujinshi e Sasahara presenta il suo apice otaku con la carica di Presidente del Genshiken... Personalmente bramerei per una seconda serie, ma l'andazzo non sembra favorevole alle mie aspettative...

La storia, com'è facilmente deducibile, si tiene quasi sempre su toni da commedia, genere che a priori non và considerato come privo di vincoli o spunti riflessivi di ampio respiro.
C'è da dire che quest'anime ci mostra un aspetto del mondo otaku molto vicino al concetto occidentale del termine: non ci sono personaggi repressi in un sordido disagio di incomunicabilità, una sostanziale cesura col mondo reale o il totale assorbimento in succedanei di un'esistenza. Sì, i personaggi di Genshiken sono otaku: discutono per ore sull'episodio del loro anime preferito guardandolo più di una volta di seguito; trattengono il fiato dall'emozione durante la costruzione di un modellino di Gundam, odiano andare al mare e non esitano a dar fondo alle loro finanze per fare il pieno di pornazzi in quel di Akihabara... Ma al tempo stesso, la loro passione viene intesa non come un'isolamento individualista, ma come una possibilità di socializzazione, apertura e discussione.
La pretesa è sempre quela di un "Romanzo di formazione", dove i personaggi smussano i loro difetti a favore di una reciproca comprensione, il tutto condito da passione consumista maniacale. Mi sento di consigliare questa serie a tutti gli amanti di questo lato della cultura giapponese cui l'identità di molti noi animanga fan deve molto, ma anche a quelli che si stanno avvicinando adesso a questo tipo di produzioni e vogliono immergersi in un'atmosfera adeguata.

Genshiken non è l'unica produzione dedicata al mondo otaku. Tra gli "illustri" predecessori ci prendiamo la briga di citare il celebratissimo Otaku no Video e Comic Party. Quello che però manca a queste produzioni è quel realismo e quel serpeggiante "confortevole pateticità" che un anime fan ben conosce, e che a mio avviso è totalmente assente in queste serie (la prima essendo un falso documentario alternato a un racconto demenziale, la seconda essendo una rappresentazione abbastanza edulcorata e fine a sè stessa del mondo dei circoli doujinshi). L'unica pecca che si può rinfacciare a Genshiken è probabilmente un'animazione un pò carente negli episodi centrali e una conclusione un pò affrettata con un cliffhanger probabilmente eccessivo vista la mancanza di un seguito effettivo... Ma questo probabilmente sarebbe un voler cercare il pelo nell'uovo. In definitiva, un'ottima serie.
Titolo Originale: げんしけん (Genshiken)Numero di episodi: 12 x 25 minuti
Genere: Commedia, Slice of Life
Anno di Produzione: 2004
Casa produttrice: Palm Studio
Concept originale: Kio Shimoku (manga)
VOTO: 9/10
Genshiken ci mostra la vita di un gruppo di studenti membri di un club universitario dedicato allo "studio della cultura visiva moderna", altisonante nome dietro il quale altro non si cela altro che il dare sfogo alle più inusitate attività che la cultura otaku possa offrire.
Facciamo perciò la conoscenza di Sasahara, una matricola che ha a che fare con l'imbarazzo dei suoi gusti da manga-fan allo stadio terminale e la conseguente timidezza e mancanza di iniziativa. Fortunatamente incapperà nel Genshiken, il fantomatico club odiato da tutti, e potrà fare la conoscenza dei "suoi simili" come il disponibile Kosaka, l'appassionato Madarame, il taciturno Kugayama, il tranquillo Tanaka, lo spettrale Presidente e suo malgrado, la fiera odiatrice di otaku, Kasukabe, che si ritrova invischiata nell'orrido club perchè il giorno stesso ha ben pensato di innamorarsi del biondissimo Kosaka.

Possiamo dire perciò che l'anime segue due fili narrativi paralleli: la graduale otakuzzazione di Sasahara, che finalmente trova la piena gratificazione espressiva, e lo sguardo lucido ma affezionato di Kasukabe, che riesce ad accettare il lato oscuro del Giappone.


C'è da dire che quest'anime ci mostra un aspetto del mondo otaku molto vicino al concetto occidentale del termine: non ci sono personaggi repressi in un sordido disagio di incomunicabilità, una sostanziale cesura col mondo reale o il totale assorbimento in succedanei di un'esistenza. Sì, i personaggi di Genshiken sono otaku: discutono per ore sull'episodio del loro anime preferito guardandolo più di una volta di seguito; trattengono il fiato dall'emozione durante la costruzione di un modellino di Gundam, odiano andare al mare e non esitano a dar fondo alle loro finanze per fare il pieno di pornazzi in quel di Akihabara... Ma al tempo stesso, la loro passione viene intesa non come un'isolamento individualista, ma come una possibilità di socializzazione, apertura e discussione.
La pretesa è sempre quela di un "Romanzo di formazione", dove i personaggi smussano i loro difetti a favore di una reciproca comprensione, il tutto condito da passione consumista maniacale. Mi sento di consigliare questa serie a tutti gli amanti di questo lato della cultura giapponese cui l'identità di molti noi animanga fan deve molto, ma anche a quelli che si stanno avvicinando adesso a questo tipo di produzioni e vogliono immergersi in un'atmosfera adeguata.







