10/12/2007
categoria: segnalazioni, prime impressioni

Ebbene sì.
Mentre la lista precedente si sfoltisce, ecco arrivare un paio di nuovi titoli con cui intrattenermi nell'attesa che i gruppi di fansubs si decidano ad andare avanti con i titoli in hiatus (;_; Non ne posso più!! Stà per iniziare la seconda serie di Zetsubou Sensei e questa gentaglia ancora deve finire di subbarne la prima ;_; Ma come si può andare avanti così?! *disperazione*)
AH! In questo post vi introduco serie a (più o meno) palese sfondo yaoi e shonen-ai... Spero non vi dispiaccia e in caso RASSEGNATEVI AL POTERE FASCINATORIO CHE LA PSEUDO-OMOSESSSUALITA' HA SU UN PUBBLICO FEMMINILE è_é/

Okane Ga Nai (No Money!) [voto approssimativo: 7]
Ooooh. *arrossisce*
Una serie di OAV in quattro parti ci racconta la storia di Kanou, un cacciatore di debitori senza scrupoli e Yukiya, un efebico (--diciamo che sembra un ragazzino di dieci anni, piuttosto) studente universitario.
L'unico parente di Yukiya, il cugino Tetsuo, vende il ragazzo a degli yakuza, sperando di risanare il debito che ha con costoro grazie ai profitti dell'asta; improvvisamente si fa strada nella sala il tenebroso Kanou, che si aggiudica il ragazzo per 1,2 bilioni di yen.
Perchè Kanou è così interessato a Yukiya, cosa nasconde il loro passato..?
Molto simile a Viewfinder per lo scenario e le atmosfere ma con un pizzico di humor e legerezza in più (grazie al cielo..?); dedicato a chi ama i ruoli marcatamente seme/uke (con il seme alto due metri e l'uke assimilabile a un gomitolo di puccettagine) ed è in cerca di scenette esplicite. Se capite cosa intendo ;D

Saigo no Door wo Shimero! (Close the Last Door!) [voto approssimativo: 7½]
Nagai è innamorato del collega Satou fin dai tempi del Liceo, ma non ha mai avuto l'occasione di confessare i suoi sentimenti... E di certo non può farlo adesso, nel ruolo di testimone dello sposo durante le nozze dell'amico!
Determinato a prendersi una sbronza di quelle toste, incontra Honda, collega della sposa di Satou, in un bar, al termine della cerimonia.
Tra i due si instaura una strana alchimia, e quando Satou verrà abbandonato dalla moglie il giorno dopo le nozze (ma dai X'D !!), per Nagai le cose si faranno ancora più confuse!
Una serie divertente che propone l'abusato archetipo del migliore amico per suggerirci interpretazioni e relazioni originali.
Una buona serie, nonostante l'evidente basso budget impiegato per questi 2 OAV.

Shonen Onmyouji [voto approssimativo: 8]
Ho iniziato a seguire questa serie perchè mi era stata segnalata come molto simile a Tactics (che ho molto gradito) ed effettivamente il plot è pressochè uguale: un giovane esorcista incontra lo spirito guida Guren, affidatogli da suo nonno, un venerabile onmyouji famoso nell'intera nazione per l'eccezionalità dei suoi poteri... Masahiro è finalmente assegnato ad una scuola di onmyo, dove potrà affinare le sue tecniche-- Nel frattempo fa la conoscenza della dolce Akiko, una principessa che come lui è in grado di vedere esseri sovrannaturali, mentre il passato ritornerà ad amareggiare il povero Guren e tormentare il suo rapporto con il giovane assistito.
Tactics è molto buono dal punto di vista dei personaggi, Shonen Onmyouji lo è dal punto di vista della trama: amicizia e fiducia sono i cardini di questa storia ambientata nel periodo feudale giapponese, ed ho trovato molto intrigante ed elegante la maniera in cui passato e presente si fondono in un pregevole lavoro di sceneggiatura.

Yami no Matsuei [voto approssimativo: 7]
OMMIO--! Petali di rosa, sangue, demoni, ali nere... Ero certa che si trattasse dell'adattamento di un manga di Kaori Yuki (o della sigla di Rozen Maiden :'D) e invece no. In effetti per essere qualcosa della Yuki ci si doveva aspettare gente in abiti gotici...
Noto in Italia come La Stirpe delle Tenebre, questa serie non parla che di un gruppo di shinigami preposti all'investigazione, e quindi la risoluzione, di casi di gente che dovrebbe essere morta ma per strani motivi risulta ancora in vita.
Protagonisti delle nostre avventure saranno il buono Tsuzuki e l'irascibile Hisoka, coppia di investigatori appena formata dall'agenzia a inizio serie con l'inserimento del problematico ragazzino.
Nonostante tutto rimane interessante e guardabile, nonostante tutti i clichè del genere... Sempre meglio di Tokyo Babylon ò_o !
postato da: Daeva alle ore 22:30 | Permalink | commenti (1)
02/12/2007
categoria: recensioni

Titolo Originale: 闘牌伝説アカギ (Akagi, la Leggenda del Mahjong)
Numero di episodi: 26 x 24 minuti
Genere: Drammatico, Sportivo, Psicologico
Anno di Produzione: 2005
Casa produttrice: Madhouse Studios
Concept originale: Nobuyuki Fukumoto (manga)

VOTO: 9+/10

Sì, un anime sul Mahjong.
Non nella versione "solitario" che spopola sui personal computer, ma nell'originale gioco di tessere, assimilabile in qualche modo a un mix del nostro Poker e Briscola.
Ovviamente presumo di saperne quanto voi su questo passatempo giocato in bische fumose, ma ciò non mi ha impedito di godere di 26 episodi costruiti sulla suspence e la strategia e, ammettiamolo, un character concept strepitoso.
Akagi divide la sua narrazione in "archi", ognuno rappresentato da una partita esemplare dell'inquietante Akagi, un ragazzo che sembra aver fatto del mettere in gioco la propria vita una ragione esistenziale.
Nel primo arco della storia assistiamo alla "nascita" della Leggenda del Mahjong; il tredicenne Akagi entra in un bar dopo una notte piuttosto movimentata, incappando in un gruppo di yakuza che stanno stracciando un loro debitore, Nangou, in una tesissima partita a mahjong. Dopo un paio di turni Akagi, pur non avendo esperienza nel gioco, ma forte di sicurezza e capacità strategiche fuori dal comune, si offre di riscattare il debito dell'uomo con un'altra partita.
Durante l'incontro, con l'assimilazione del gioco, regole e combinazioni particolari Akagi si trasforma in un giocatore le cui apacità sfiorano il divino (o il diabolico?): non solo vince le partite, ma distrugge picologicamente anche i propri opponenti!
Nel secondo arco narrativo Akagi dovrà fronteggiare sè stesso! Yasuoka, infatti (uno dei coprimari del primo arco, un poliziotto corrotto che riconosce immediatamente il genio di Akagi), si stà arricchendo spacciando per Akagi un (ottimo) giocatore che Akagi non è-- Inizialmene indifferente all'intera faccenda, il nostro nasuto protagonista si vedrà costretto a rammazzare anche costui e il clan Kawada a suon di Ron∼ L'ultimo arco, sicuramente il più drammatico e WTF?!, vede il nostro Akagi prendere parte alla partita della sua vita, una partita in cui il folle e carismatico Washizu metterà in palio la vita del nostro protagonista riscuotendo pagamenti in-- sangue.
Insomma, come avrete capito in Akagi il mahjong è un colorito pretesto per indagare la psiche di un sociopatico: l'amore di Fukumoto per i personaggi socialmente bistrattati non ha eguali, così come è difficilmente comparabile nell'ideazione di caratteri ugualmente intensi, interessanti e avvincenti; nella fumosa e losca atmosfera di questa serie, Akagi appare quasi innocente e razionale seppur nella sua misurata follia: istinto, intelletto e intuito sono ciò che rendono questo personaggio estremamente affascinante anche a chi non ne può più di personaggi ombrosi e maledetti.
Il poliziotto corrotto, il ragazzo timido e insicuro, il potente reso cieco dalla fama e il denaro, sono tutti personaggi ricorrenti nel genere yakuza, ma a contatto con un protagonista così lucido eppure imprevedibile nella sua sottile crudeltà psicologica, messi davanti l'assurdità, rivelano i lati celati dalla loro incrollabile testardaggine: Akagi distrugge questi personaggi nell'intimo perchè ne distrugge in primo luogo la facciata.
Raramente mi è capitato di vedere anime che gestissero così bene la tensione narrativa, lasciando lo spettatore in continua necessità del prossimo episodio; nonostante l'osticità del tema (in fondo i personaggi giocano a Mahjong, le loro reazioni sono tutte legate all'esito degli incontri o di particolari mosse) la visione rimane gradevole e intrigante: molto spesso mi sono quasi auto-convinta di aver capito cosa stesse succedendo sul tavolo a gioco, pur non avendo neanche idea di cosa rappresentino i semi delle tessere--!
Una nota particolare va dedicata all'aspro e tagliente (per niente trendy o kawaii) character design, ripreso dal manga e adattato sullo schermo in maniera efficacie e espressiva... Certo, nessuno vi impedisce di storcere la bocca davanti ai profili disumani dell'autore e i nasi appuntiti e sgraziati, ma non fate l'errore di giudicare una serie dal semplice appeal grafico! In fondo quello che conta alla fine è la storia.. E con Akagi di certo non avrete l'impressione di aver cambiato per sempre il vostro modo di vedere le cose, ma qualche emozione in più potrete di certo vantare di averla provata rispetto al brulicante gregge del convenzionale.

In caso vogliate approfondire tematiche, personaggi e altro su Akagi, permettetemi di consigliarvi la visione di True Pariah, un sito informativo dedicato alla serie sul nostro giocatore d'azzardo preferito ♥
postato da: Daeva alle ore 15:36 | Permalink | commenti (2)